Benvenuto Massimiliano Cavallo

Con questo articolo voglio dare il mio Benvenuto a Massimiliano Cavallo, valido docente di Public Speaking, che ho il piacere di ospitare nel mio blog, con questo suo articolo, dedicato ad un problema che la quasi totalità delle persone sente quando si trova ad affrontare il pubblico: il famigerato”panico da palcoscenico”!

Come voice coach e insegnante di Dizione ed Espressività Vocale, non posso che aver piacere nel poter offrire ai miei lettori un contributo di valore, da parte di un professionista esperto in una disciplina per così dire “complementare” alla mia.

La Voce infatti è il principale biglietto da visita di un oratore, e il suo più importante canale di comunicazione.

Per questo chi parla in pubblico non può esimersi dal conoscere a fondo la propria voce, per poterne migliorare le potenzialità, così come le strategie più efficaci di public speaking.

Buona lettura, e come sempre, aspetto i vostri commenti e le vostre domande!

 

Voce Dizione

 Il panico da palcoscenico

Il panico da palcoscenico è una sensazione che percepisce prevalentemente l’oratore, che si trova ad affrontare una situazione nuova e alla quale bisogna reagire, tale percezione è spesso causa di una cattiva performance.

Nella realtà dei fatti l’ansia, il tremolio, il sudore e il rossore appaiono al pubblico solo in parte, infatti, alcune statistiche dimostrano che solo per il 20% del pubblico riesce a percepire lo stato di disagio dell’oratore.

Lo stress e i suoi sintomi sono percepiscono solo in lieve misura dalle persone esterne, ma sono causa di performance inefficaci. Non resta che distaccarsi da tutte quelle emozioni e sensazioni che sarebbero causa di fallimento ed essere convinti degli argomenti che abbiamo da esporre.

La maggiore sicurezza in sé stessi permette al pubblico stesso di percepire questa convinzione, instaurando di fatto un rapporto di fiducia. Durante un corso di public speaking (vedi quello di Massimiliano Cavallo) si lavora proprio su questo atteggiamento.

La maggiore convinzione nelle proprie conoscenze permette di gestire lo stress in maniera ottimale. A tal proposito è errato pensato di voler eliminare lo stress, piuttosto deve essere gestito, vediamo di seguito cosa si intende per gestione.

La gestione dello stress prevede di “utilizzare” l’adrenalina in maniera differente, concentrandola su altri aspetti, ciò che viene definito eustress infatti incanala l’adrenalina verso altre convinzioni, mirate a portare avanti la sfida contro la paura di parlare in pubblico.

 

il potere del silenzio

Come superare la paura di parlare in pubblico

Tutti hanno paura di parlare in pubblico, ma solo alcuni sanno come gestire questa paura e come trasformarla in una sfida adrenalinica.

Le sensazioni che emergono quando si percepisce lo stato della paura di parlare in pubblico, fanno tremare la voce o le gambe, ma non per tutti queste sensazioni sono uguali. infatti, altri arrossiscono, sudano o entrano in uno stato confusionale che impedisce di andare avanti con la performance.

Partecipare a un corso di public speaking non vuol dire solo imparare a gestire la propria paura e soprattutto è errato pensare che sia utile solo ai principianti. Molti professionisti si iscrivono al corso per migliorare il tono di voce e impedire di annoiare il pubblico.

Altri mirano ad assumere un linguaggio del corpo più adeguato per coinvolgere di più il pubblico, soprattutto nei famosi primi trenta secondi del discorso.

Una delle paure maggiori è la conclusione, che se termina con un verso liberatorio o con gli applausi fa la differenza. ciò viene determinato anche dal carisma che è stato trasmesso, dall’interesse che è stato catturato.

Pensa se ti capitassero dei vuoti di memoria a causa della paura e il risultato sarebbe un ritmo lento… certamente potrà capitare di dimenticare alcuni piccoli particolari, ma stai tranquillo perché per il pubblico è insignificante, anche se è ben risaputo che l’oratore darà un grande peso al quella piccola dimenticanza, causando un incremento dell’ansia da prestazione.

A qualcuno poi capita di perdersi con il discorso e non poter andare più avanti a causa di quel particolare, di quella piccola distrazione, e quindi il risultato è “ehm, che vi stavo dicendo?”

Tutti questi esempi sono causa di stati d’animo tutt’altro che favorevoli a una buona performance, perché una volta sul palco sarà difficile superare il rossore, il pallore, il tremolio del corpo, il tremolio della voce, la sudorazione, l’affanno, la tachicardia, i gesti involontari o gesti nevrotici.

Per tutti questi motivi scegliere di frequentare un corso di public speaking permette di affrontare tutti i tipi di paure, meglio scegliere uno con pochi partecipanti, perché solo in questo è possibile provare a identificare i punti cruciali sui quali intervenire.

Attenzione stai alla larga dai corsi motivazionali dove la prima frase che ti accoglie è “vai, sei fortissimo, credi in te stesso”!

Corso gratuito parlare in pubblico