Come allenare la capacità comunicativa

C’è chi ci nasce

Ci sono persone che sono nate con un carisma particolare.

La loro capacità comunicativa è (o sembra esserlo) un dono innato.

Per loro comunicare è facile e naturale, come andare in bicicletta.

Pensate al grande Martin Luther King, ad esempio.

Persone così, è un piacere ascoltarle.

Suscitano senz’altro la nostra ammirazione: a chi non piacerebbe avere quella magica abilità di magnetizzare l’attenzione degli ascoltatori?

Capacità comunicativa

Ma non tutti nascono con questa dote.

C’è chi la capacità comunicativa, deve conquistarsela, a fatica…

Chi non ci riesce mai…

Chi si affida, con più o meno successo, ai vari corsi di formazione.

 

 

E chi ci diventa

Ma… cosa fare se la fortuna, o la natura, o le esperienze passate poco incoraggianti, non ti hanno dotato di una spiccata capacità comunicativa?

Nell’ambito della formazione, i corsi che vengono proposti allo scopo di incrementare la capacità comunicativa, sono innumerevoli.

Segno, questo, di quanto è importante questa dote.

La capacità comunicativa è in grado di aiutarci a conseguire successo professionale, oltre a un’appagante vita sociale.

Infatti l’incremento della capacità comunicativa ha innumerevoli ricadute positive:

  • Aiuta a diventare un venditore di successo;
  • Migliora la leadership e la gestione del team;
  • Accresce la fiducia che i colleghi, i clienti, o i pazienti, ripongono in te;
  • Aiuta la costruzione di rapporti affettivi appaganti.

capacità comunicativa

Possiamo affermare addirittura che capacità comunicativa e felicità sono strettamente correlate.

Naturalmente non è questo un tema che si possa esaurire in poche pagine.

E non sarò io quindi ad avere la presunzione di poterlo fare.

Scopo di questo articolo è proporre alcuni spunti di autoanalisi che possono essere utili a capire in quali aree abbiamo più necessità di crescere.

Aiutandoti a definire meglio su quali aspetti specifici è necessario focalizzarti, per incrementare la tua capacità comunicativa, potrai capire come strutturare un piano di intervento per allenarti a rinforzare le tue aree critiche.

 E come farlo nel modo più funzionale possibile.

Cioè evitando il più possibile lo spreco di tempo.

Alcune cose potrai migliorarle in autonomia.

Per altre ti consiglio di affidarti a bravi professionisti.

E per bravi, intendo dire non “quanto sono famosi” o “costosi”.

Ma quanto riescono ad aiutarti veramente a raggiungere dei cambiamenti.

Diversamente dal solito, in questo articolo, ho scelto di fare un “conto alla rovescia”.

In questo modo la scaletta dei punti chiave, che probabilmente in altri articoli o in corsi dal vivo, in aula, ti sono stati posti in un certo ordine gerarchico, ne risulteranno totalmente rovesciati.

Spesso per sbloccare un problema stagnante, basta cambiare la prospettiva da cui lo si guarda!

Allora… iniziamo il conto alla rovescia, per dare il via libera alla nostra vera capacità comunicativa!

parlare in pubblico

5. Cura i contenuti

Quello che scegli di dire è importante, è ovvio.

Ma discorso, in fondo, è come una composizione musicale di ampio respiro.

Ci sono quindi da operare quattro scelte fondamentali:

  1. L’ouverture, ovvero la gestione dell’inizio del discorso;
  2. Il Gran Finale: ovvero la gestione della conclusione del discorso;
  3. i passaggi intermedi che porteranno da A) a B) in modo fluido e conseguenziale, attraverso picchi emozionali, e momenti di riposo.
  4. Il senso del Ritmo. Un discorso pieno di ottimi contenuti, ma il cui ritmo interno è noioso o sbilanciato, perderà gran parte della sua efficacia.

Puoi effettuare diverse scelte strategiche, che dovrai calibrare in relazione al contesto e ai destinatari del tuo intervento oratorio.

Una buona capacità comunicativa significa anche, ma non solo saper scegliere le parole giuste.

Molti apparenti sinonimi, in realtà sinonimi non sono.

Prendi in analisi le seguenti espressioni:

“sono stanco”

“non sono in forma”

“mi sento a pezzi”

Secondo te significano esattamente la stessa cosa?

O percepisci delle sfumature diverse?

Un altro punto fondamentale in merito alle scelte delle parole e delle strutture linguistiche, e la scelta di un linguaggio più o meno semplice.

E questo ci porta direttamente al prossimo punto.

capacità comunicativa

4. Definisci i tuoi obiettivi

Qual è il tuo obiettivo primario?

  • Vuoi che i tuoi ascoltatori restino colpiti e ammirati? Vuoi che i riflettori siano puntati sulla tua personalità?

Scegli un linguaggio forbito e criptico.

Studia bene il tuo personaggio e mettilo in scena.

Mantieni le distanze: devi essere percepito una spanna sopra chiunque altro.

  • Vuoi che il tuo pubblico capisca bene ciò che vuoi spiegare loro? Vuoi creare un rapporto empatico? È tuo interesse che il tuo ascoltatore ne esca arricchito in termini di apprendimento?

In tal caso devi parlare in modo chiaro, univoco e da facile comprensione.

capacità comunicativa

 

3. Decidi quali emozioni vuoi suscitare negli altri

Mi riallaccio all’ultimo concetto, per far emergere, tra gli obiettivi, quelli di natura emotiva.

Una buona capacità comunicativa nasce anche dalla risposta consapevole a queste domande:

  • Quali emozioni vuoi suscitare in chi ti ascolta?
  • Con quali strumenti puoi destare queste emozioni?

È importante che tu abbia chiaramente presente questi due punti, perché altrimenti correrai il rischio di essere incoerente, o addirittura di trasmettere il contrario di quanto vorresti.

La sfera emotiva spesso non è presa nella dovuta considerazione. In realtà le emozioni hanno un valore centrale nella vita di ognuno di noi, e sono le vere responsabili della stragrande maggioranza delle nostre scelte.

La mente non fa che costruire scuse plausibili per ciò che l’inconscio ha già deciso per te.

Sono le emozioni che proviamo nei confronti degli altri che sviluppano relazioni di fiducia e approvazione, o all’opposto, diffidenza e antipatia.

presenza centratura

 

2. Sii consapevole del tuo corpo

La scuola forse ti ha insegnato che in cima alla gerarchia ci sono i “contenuti”, le “conoscenze”.

Ti ha fatto credere che l’intelletto e la razionalità sono i più alti indici di valore di ciò che dici o fai.

Se non addirittura di ciò che sei.

Ti ha detto che sarai apprezzato per la quantità di nozioni che possiedi.

Nulla di più falso.

Il legame tra corpo ed emozioni è strettissimo.

Il “motorino di accensione” delle emozioni solo di rado può essere avviato da una chiave intellettiva.

È nelle profondità del nostro corpo (il termine è riduttivo, ma non è questa la sede per prendere in esame le importantissime correlazioni con i “corpi sottili”) che risiede la miccia per accendere le emozioni dei nostri interlocutori.

Postura, gesti, sguardo, voce.

È per questo che tutti quei corsi di public speaking che promettono di insegnarti a gestire le emozioni in maniera razionale.

È un’affermazione ridicola. Una contraddizione nei termini. Un ossimoro.

La razionalità è efficace nel tenere a bada le emozioni, quanto lo è una bilancia per misurare la distanza tra Bologna e Milano.

Le emozioni non si “gestiscono” né si “controllano” con la ragione.

Qualcuno le nasconde nell’armadio, mettendoci a guardia altre emozioni, spesso deleterie (orgoglio, vergogna, senso di inadeguatezza, rabbia, impotenza…).

Le emozioni si può solo imparare a conoscerle, a starci dentro e a viverle in consapevolezza.

È la “presenzadentro il nostro corpo che ci fa illuminare le emozioni che, finché sono nascoste nell’ombra, ci sovrastano e ci spaventano.

Per questo la capacità comunicativa si giova di una buona consapevolezza di come stiamo “dentro” il nostro corpo.

Infatti canale non verbale e quello paraverbale della comunicazione, il più delle volte, sono più potenti di quanto riescano ad esserlo le parole stesse.

Ragione per cui che è consigliabile frequentare qualche corso di Linguaggio del Corpo, di Dizione ed Espressività Vocale.

Cerca di conoscere a fondo la tua voce, perché nel farlo acquisirai competenze di portata molto maggiore. I miei corsi di dizione ed espressività vocale sono, volutamente, impostati con questo taglio.

Per aiutarti ad accrescere man mano che affini le tue competenze vocali, la “centratura” e la “presenza”.

C’è anche un’altra verità, da non sottovalutare.

Questi due canali, non verbale e paraverbale, parlano di noi, lasciando trapelare quello che proviamo realmente.

Ricordati che le emozioni che stai provando tu, nel tuo vero intimo, passeranno all’esterno.

emozioni e comunicazione

 

Che tu lo voglia o no.

Per questo devi esserne consapevole.

A meno che tu non voglia fingere. Ma devi saperlo fare bene!

E prima o poi ti si ritorcerà contro.

È davvero così che vuoi sprecare le tue energie?

  1. Spoglia il tuo “personaggio”

Lo so, in molti corsi di publick speaking, o di marketing, ti dicono di “costruire” il tuo personaggio in modo accattivante, in modo che piaccia ai tuoi ascoltatori/clienti.

Ma io ti dico di spogliarlo.

Destrutturarlo.

Eliminare tutto ciò che è forzato e innaturale.

Tutto ciò che non ti appartiene.

Domandati:

  • Chi sei?
  • Quali sono i tuoi talenti?
  • Cosa ti rende felice?
  • Chi vuoi essere?
  • Questi aspetti sono tra loro compatibili?

Nulla è più dannoso di cercare di raggiungere un obiettivo che non ci appartiene nel profondo.

Che abbiamo scelto per dimostrare qualcosa a qualcuno… a un genitore critico… a quell’amico che ti prendeva in giro… A quella ragazza che ti piaceva ma ti ha snobbato… Allo specchio che da adolescente non faceva che ricordarti dei tuoi chili di troppo.

capacità comunicativa

Ma allora, posso davvero incrementare la mia capacità comunicativa?

Sì, certo… per questo ti rimando alla seconda parte di questo articolo!