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Complimenti per essere qui con a me al tuo primo giorno di corso!

Leggi fino in fondo, per sapere quali altri Bonus ti aspettano!

1° Giorno. I 4 segreti della respirazione: per migliorare la tua voce e per superare la paura di parlare in pubblico

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“La cosa più importante è imparare a respirare correttamente” (Joseph Pilates)

Tutti conosciamo la funzione fisiologica della respirazione, e la sua importanza per la vita, non solo degli esseri umani, ma di tutti gli organismi viventi (batteri anaerobi a parte!), in quanto ci consente di introdurre nel corpo l’ossigeno necessario alle funzioni vitali delle cellulare.
Ma spesso ci dimentichiamo del fatto che la respirazione è non solo alla base della vita, ma anche della voce. I suoni sono infatti prodotti sfruttando il flusso di aria in uscita, durante la fase dell’espirazione.
Diamo per scontato che par parlare basti aprire la bocca e “dare fiato”.
Ma ti sei mai chiesto …

  • “Da dove” proviene questo fiato?
  • Come viene introdotto nei tuoi polmoni?
  • Come viene immagazzinato?
  • Con quali modalità lo facciamo fuoriuscire?
  • Quali muscoli e meccanismi entrano in gioco?
  • Come facciamo a dosarlo, in quantità e pressione?
  • Come esso agisce sulla produzione vocale e ne influenza la qualità?
  • Se nella tua vita privata e professionale è essenziale che tu siacapace di catturare e mantenere l’attenzione dei tuoi ascoltatori, come fai a dare per scontate queste cose?

La respirazione ha una caratteristica molto particolare: può essere sia involontaria che volontaria.

Di notte, e durante buona parte del giorno, respiriamo in automatico senza nemmeno rendercene conto, ma, se lo vogliamo, possiamo trattenerlo, rallentarlo, dosarlo, e così via.
Questa possibilità, tenetelo bene a mente, è di fondamentale importanza per una buona qualità della voce, per mantenerla sempre nelle migliori condizioni, e, in definitiva, per tutto nostro benessere.

 

1) Dalla bocca, o dal naso?

Una respirazione fisiologicamente corretta va eseguita attraverso il naso. In questo modo l’aria, prima di entrare nei polmoni, può essere scaldata, umidificata e purificata.
E’ consigliabile effettuare attraverso il naso anche l’espirazione, a meno che non ci troviamo in alcune situazioni particolari, che approfondiremo in altre occasioni. Vi anticipo solo che, per alcuni esercizi, oppure durante i vocalizzi, così come mentre si parla o si canta, invece vi dirò di inspirare dalla bocca.

Ovviamente, quando parliamo, o cantiamo, stiamo producendo suoni sul flusso di aria in uscita. E questo flusso condizionerà il suono prodotto.

 

2) Quante informazioni ti dà il respiro!

Il respiro è il risultato di un meccanismo delicato, per ciò è facilmente influenzabile da molteplici fattori, legati allo stato fisico, mentale ed emozionale della persona.

Il processo (al tempo stesso fisico e alchemico) possiamo riassumerlo così:

parlare in pubblico senza paura

Quando ti trovi in situazioni imbarazzanti, sei preoccupato o insicuro, tenderai ad avere una respirazione alta di petto, molto veloce e superficiale.

Se sei molto emotivo, impaurito e/o agitato, il muscolo diaframmatico, motore silente della respirazione, può addirittura restare bloccato e risultare incapace di offrire al respiro profondità e spessore.

In questo stato la voce diventa flebile, traballante, fioca, sfocata.

Se sei sereno, centrato, calmo, riposato, potrai fare affidamento su una respirazione tranquilla, profonda, diaframmatica.

La quindi voce risulterà tonica, malleabile e sostenuta.

E’ da qui che si parte per conseguire la famosa (e tanto desiderata) “Presenza

Un consiglio: impara ad acquisire acutezza osservativa circa il respiro tuo e degli altri, perché ti darà un sacco di utili informazioni “segrete” su di loro. Potrai capire se si trovano in un periodo frenetico e stancante, se sono nervosi o rilassati, se hanno fatto uno sforzo ecc.

 

3) Giriamo la freccia al contrario

superare la paura di parlare in pubblico

Forse ti stai ponendo questa domanda: se le emozioni condizionano le nostre modalità di respiro, non sarà vero anche il contrario?

Ebbene sì, se impariamo ad acquisire consapevolezza e padronanza del nostro respiro, abbiamo in pugno la chiave per modificare il nostro stato d’animo abbassando il livello di tensione, e aumentando di conseguenza tranquillità e centratura.

Non dimenticare infatti quello che abbiamo detto poco fa, e cioè che la respirazione ha anche un aspetto volontario. Niente male, no?

 

Ti suggerisco un piccolo esercizio, da adottare quando ti stai accingendo a parlare in pubblico, a fare un esame, o ad affrontare una situazione difficile che ti procura nervosismo e agitazione.

Quando ti accorgi che il tuo respiro comincia a salire in superficie, verso le spalle, ad accelerare, a diventare affannato e breve (tutti segni che la tua respirazione si è spostata in modalità intercostale e non diaframmatica): prova a cambiare consapevolmente la tua modalità respiratoria, concentrandoti sulla pancia e sul giro vita, cerca di rallentare gradualmente il ritmo (conta mentalmente) e di aumentare la profondità di ogni singolo respiro. In questo modo attiverai di nuovo il diaframma. Dopo di che, fai caso a come cambia il tuo stato d’animo, e quello fisiologico. Sentirai l’agitazione diminuire, la calma ti avvolgerà, respiro dopo respiro, riportandoti un una condizione di benessere.

 

Questo semplice esercizio è utile a farti capire quanto è importante la consapevolezza della tua respirazione, e quanto può aiutarti ad acquisire un approccio vincente in molte situazioni delicate e importanti della tua vita.

 

10 ESERCIZI DI BASE 

E’ ovvio che tutti sappiamo respirare, fin dal primo vagito.

Ma evita di dare ciò per scontato: infatti per una buona qualità della vita, questo non è sufficiente.

Dobbiamo imparare a respirare bene!

Per Te che hai bisogno di parlare in pubblico con efficacia, questo diventa un vero imperativo.

Qui di seguito ti descriverò 10 semplici esercizi fondamentali, da praticare quotidianamente, per almeno 15 minuti, per riacquisire un buon controllo della respirazione diaframmatica. Sappi che, per acquisire padronanza di questo tipo di respirazione, bisogna fare pratica.

In fondo si tratta di recuperare un’antica memoria, e riprendere contatto con un muscolo potente, che forse hai dimenticato di avere: il diaframma.

I neonati, infatti, sanno respirare nel modo corretto! Ma col passare del tempo le cattive abitudini, le mode, gli ostacoli e le esperienze negative, ci fanno dimenticare quello che sapevamo fare!

Non abbatterti se non riuscirai ai primi tentativi, perché è normale. Stai certo però che, con calma, e perseverando negli esercizi che ti sto per descrivere, raggiungerai senza dubbio padronanza ed elasticità.

Puoi praticare gli esercizi che ti descrivo, sdraiato su un tappetino, curando di avere un abbigliamento comodo (niente jeans stretti) e di acquisire una postura della colonna vertebrale il più possibile dritta e rilassata.

Per comodità, puoi anche eseguirli a letto, prima di alzarti, ma solo se il tuo materasso ti consente una posizione corretta della colonna.

1° esercizio

Ora ti invito ad appoggiare la mano destra sulla pancia e la sinistra sul plesso solare. Inizia semplicemente a respirare, facendo caso a quale mano si solleva e a quale invece rimane ferma. Si solleva le destra? O la sinistra? O entrambe? Procedi così per 15 cicli, semplicemente portando la tua attenzione lì dove percepisci il movimento. Respira in modo fluido, senza forzature. Ricordati che l’aria entra da sola, basta solo creare uno spazio vuoto da riempire: cosa che otterrai semplicemente lasciando la gola aperta e rilassando la muscolatura dell’addome.

2° esercizio

Nella stessa posizione, adesso cerca di gonfiare la pancia inspirando, mantenendo ferma la mano sinistra, che controlla il torace. Respira in modo fluido, senza forzature. Esegui 25 cicli. In questo modo hai mobilizzato il diaframma, e al tempo stesso, se la gabbia toracica non si dilata, sei riuscito ad effettuare una respirazione totalmente diaframmatica, e non mista.

3° esercizio

Nella stessa posizione, ripeti l’esercizio n.2, contando mentalmente fino a 4 in inspirazione, e fino a 5 in espirazione. Fai attenzione a mantenere fluido il movimento dei muscoli, e costante (non frammentata) l’entrata e l’uscita dell’aria. Procedi così per 25 cicli.

4° esercizio

Nella stessa posizione, effettua un’inspirazione dolce e lenta, seguita da una fase espiratoria dello stesso tipo. Ripeti per 15 cicli. Ricorda che l’aria esce sempre dal naso, e la bocca rimane chiusa.

5° esercizio

Nella stessa posizione, effettua un’inspirazione rapida e decisa, ma non violenta, seguita da una fase espiratoria dolce e lenta. Ripeti per 15 cicli.

6° esercizio

Nella stessa posizione, inspira in modo dolce e lento e poi espira con rapidità e decisione, ma non violentemente. Ripeti per 15 cicli.

Nel buttare fuori l’aria, cerca di utilizzare non tanto la muscolatura del torace, quanto la “pancia” (in questo modo attiverai maggiormente il diaframma). Il movimento dei muscoli addominali deve assomigliare a quello che accompagna un leggero colpo di tosse.

7° esercizioRespira con la pancia, gonfiala tutta e poi continua la fase di inspirazione gonfiando anche il petto. Hai così eseguito una respirazione completa: diaframmatica e intercostale. In questo modo hai riempito totalmente i polmoni, procedendo dal “basso verso l’alto”, come quando si versa acqua in una bottiglia. Espira liberando l’aria tutt’insieme, senza forzare. Procedi così per 15 cicli.

8° esercizio

Sposta la mano sinistra sul collo, con delicatezza, continuando a respirare in modo fluido rilassato. Inizia semplicemente a focalizzare la tua attenzione sul collo, onde percepire eventuali movimenti involontari o rigidità muscolari. Cerca di mantenere uno stato di estremo rilassamento. Ripeti per 15 cicli.

9° esercizio

Questo è un po’ più difficile. Sempre tenendo la mano sinistra sul collo, e la destra sulla pancia, prendi lentamente aria, e poi resta un momento fermo. Questo stato si chiama “apnea piena”. Mantienila per circa 10 secondi, contando mentalmente, e poi espira, rilasciando tutto. Fai in modo, durante l’apnea piena di non contrarre il collo, e di non sentire in questa zona alcun tipo di pressione. Per facilitarti, puoi tenere la lingua aderente al palato, e inclinare un po’ la testa verso il petto. Se la mano di crea un senso di oppressione, tieni semplicemente appoggiati sul collo pollice e indice. Esegui 25 cicli.

10° esercizio

Per elasticizzare ancora di più il diaframma, esiste un ottimo esercizio che si esegue in ginocchio. Chiuditi completamente, tenendo la testa fra le braccia, e allungando le stesse in avanti. A questo punto inspira, facendo attenzione al movimento dei muscoli addominali -che, allargandosi, premeranno verso le cosce- e ai muscoli dorsali. Immagina di avere un guscio, simile a quello delle tartarughe, ma elastico: in grado cioè di gonfiarsi quando tu immetti aria. Rimani in apnea piena per 10 secondi, facendo attenzione a non irrigidire il collo, poi rilascia l’aria. Procedi così per 25 cicli.

 

E DOPO?

Dopo qualche settimana di esercizi sono certa che avrai raggiunto una migliore padronanza della tua respirazione.

A questo punto ti consiglio di cimentarti nell’eseguire i medesimi esercizi anche in posizione seduta o in piedi, meglio se davanti allo specchio.

All’inizio potresti avere la sensazione di aver “perso” le abilità che avevi appena acquisito, ma è una fase del tutto normale. Praticando con costanza riuscirai a consolidare una buona consapevolezza e propriocezione dell’atto respiratorio.

 

MA NON FINISCE QUI!

Gli esercizi che hai imparato, sono ottimi per padroneggiare una corretta respirazione, ma in alcuni casi potrebbero non bastare, oppure potresti avere difficoltà a correggerti da solo eventuali errori.

Se continuerai a sentire la presenza di qualcosa che blocca il respiro, un fastidioso senso di costrizione che non ti permette la completa libertà dell’atto respiratorio, sappi che può essere del tutto normale.

Non arrenderti, perché vi sono molteplici altri esercizi ancora più specifici, che però richiedono la presenza del vocal coach, e perciò non possono essere spiegati in questo contesto.

Quando ci si approccia per la prima volta ad una nuova disciplina, sappi che è fondamentale fare i “primi passi” partendo col “piede giusto”.

E’ estremamente importante essere controllato da un esperto, per essere sicuro di non fare errori, che, reiterati, possono divenire veri e propri difetti. Questi difetti limiteranno le tue possibilità vocali, e per giunta, ti costeranno tempo e denaro quando sarai costretto a correggerli.

Io sono qui per questo, e potrai contattarmi seguendo le istruzioni presenti nella mail o nel sito.

Lo stesso vale nel caso in cui Tu abbia deciso di non accontentarti del “fai da te” ma di risolvere nell’immediato e definitivamente i tuoi problemi legati a una scarsa padronanza della comunicazione vocale.

Potrai proseguire il tuo percorso migliorando ancora di più sia la respirazione che l’emissione vocale.

Naturalmente gli esercizi che ti ho appena spiegato sono un ottimo punto di partenza, ma sappi che la tua respirazione può diventare ancora più profonda, completa e rilassante, portandoti consistenti miglioramenti non solo a livello vocale, ma, grazie al metodo L.O.V.E™, anche a livello di benessere energetico.

Non trascurare questa verità.

Come puoi pensare di ottenere risultati soddisfacenti nel public speaking, se la tua comunicazione vocale è delegata all’intuito, o peggio ancora al caso?

Come pensi di poter fare affidamento su di uno “strumento” che non ti sei dato la briga di conoscere, né di curare?

Se guidi l’auto, se usi il PC o l’ I-phone, immagino che conoscerai quanto meno l’ABC del loro funzionamento. Altrimenti rischi di restare senza olio nel motore, di non farti obbedire dal tuo computer o di gettare via il tuo I-phone per malfunzionamento!

Non pensi che lo stesso ragionamento sia valido anche per la tua “Voce”?

Certo che sì!

Anzi, in questo caso le tue conoscenze in merito devono essere molto più approfondite, perché la voce, diversamente dalla macchina, dal PC, dal cellulare, non la puoi “buttare” e “ricomprare”.

Quindi, non solo è fondamentale che lei ti sostenga nel parlare in pubblico, e nelle tue diverse situazioni comunicative, ma anche che si mantenga giovane e in perfetto stato per tutta la vita.

Entrambe le cose, dipendono da te. Per questo affidarti al caso, può essere molto rischioso.

Spero, come desidero, di esserti stata utile, e di poterlo essere ancora prossimamente.

 

Se vuoi fare da solo, questo mini-corso ti offre senz’altro un bel po’ di spunti su cui riflettere ed esercizi da praticare.

 

Se però vuoi cogliere l’opportunità di fare le cose sul serio, se vuoi acquisire delle competenze che gli altri non hanno, non ti resta che richiedere il mio supporto diretto!

C’è solo un problema: poiché ti garantisco la mia presenza personale al tuo fianco, i miei corsi sono a numero chiuso, e i posti solo limitati.

 

Non posso seguire personalmente più di 30 persone per i prossimi quattro mesi.

 

Per cui ti consiglio, se sei interessato, di contattarmi oggi stesso, per conoscere le offerte e le promozioni che ho riservato per Te!

 

Nel frattempo ti saluto e ti auguro: Buona Voce!

AnnaM

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